Il titolo di questo post è una provocazione, un modo per attirare l’attenzione sull’assillo di curare la febbre appena si presenta. Spesso si considera l’ipertermia un pericolo per gli organi interni, specie per il cervello, e si assumono medicinali anche al di sotto dei 40° nella speranza di ristabilire la normale temperatura corporea. In realtà, si parte da un presupposto sbagliato.
Se curare la febbre sia giusto o sbagliato è un tema che la comunità medica dibatte da anni, anzi da secoli: già Ippocrate consigliava di ingerire gli estratti di corteccia di salice contro la febbre e, pensate un po’, questa pianta contiene acido salicilico, cioè aspirina. Inoltre, secondo l’omeopatia la febbre deve fare il suo corso e non bisogna sopprimerla perché è preziosa per la salute del corpo.
E allora cosa c’è di nuovo nel dire che curare la febbre fa male? C’è che adesso lo dice anche la scienza. David Earn, un matematico della McMaster University di Hamilton in Canada, è l’autore di uno studio che prova come, ogni anno, la repressione della febbre causa almeno 700 decessi negli Stati Uniti. Earn dice anche che curare la febbre con ibuprofene e altri farmaci è rischioso a tal punto che è meglio stare a casa per non mettere in pericolo anche le altre persone.
David Earn e altri scienziati hanno espresso un concetto se vogliamo estremo alimentando così il dibattito sulla febbre e la necessità di curarla o meno. Oltre agli scienziati che concordano con Earn e il suo studio, ce ne sono altri più cauti nel dichiarare che curare la febbre fa male: gli studiosi possiedo infatti pochi dati clinici e la querelle, a quanto pare, è destinata a durare ancora per anni.
Per approfondire l’argomento e conoscere i dettagli sulla febbre e la sua cura, leggi l’articolo sul n.1036 di Internazionale alla rubrica Scienza. L’articolo si intitola “In caso di influenza”.