Buonasera a tutti... dunque...ho avuto dei disturbi all'occhio sinistro a partire dal 2-3 marzo...lunedi' 5 dopo una giornata di lavoro mi sono recato da una dottoressa che mi aveva gia' visitato nell'estate,quando non mi trovarono nulla..la prima diagnosi stavolta era di tre microascessi sulla cornea dell'occhio sinistro..allora per una settimana ho preso un antibiobiotico via orale,inoltre mi sono stati prescritti Nettarin collirio,Vigamox,Doricum e Pensulvit pomata,da mettere 3 volte al giorno....dopo una settimana ho smesso l'antibiotico orale,e dopo due settimane ho proseguito solo con la pomata Pensulvit e Vigamox al mattino e alla sera..Quindi,seguendo il cosiglio di una collega di lavoro,mi faccio visitare da un altro medico del mio paese,Savigliano;Il secondo oculista,mi ha parlato di una situazione in miglioramento,ma aggiungendo che era una cheratite virale,forse generata da un herpes...per 20 giorni mi ha prescritto per 3-4 volte al giorno il collirio Exocin e la pomata Cycloviran...a tal proposito,dopo le prime due applicazioni di pomata,ho sentito dei dolori lievi e dei pizzicori, e parte dell'occhio si e' arrossata...inoltre,mi ha consigliato di usare un collirio anche per l'occhio destro,tre volte al giorno,L'Indom.spero di non avere errato nella terminologia...il rossore poi è sparito ma proseguono alcuni fastidi...inoltre,devo evitare di toccare entrambi gli occhi con lo stesso asciugamano,devo usare diversi fazzoletti di carta?Questo tipo di malattia può portare anche alla cecità?Scusate tutte le domande ma sono un tipo piuttosto ansioso e sto attraversando un periodo difficile.. grazie di cuore se qualcuno vorra' rispondermi,...grazie Paolo
PROF.SIRAVO
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CHERATITE ERPETICA siravoduilio 01-06-2011, 09:13 AM
Nei paesi occidentali l’infezione da Herpes virus è pressoché universale: infatti circa il 90% della popolazione presenta gli anticorpi specifici (IgG e IgM), che dimostrano l’avvenuto contatto con il virus. Esistono due tipi di virus erpetico: l’Herpes virus 1 (o labiale) e l’Herpes virus 2 (genitale). Le manifestazioni oculari sono in maggioranza determinate da l’Herpes virus 1. Il contagio avviene per contatto, diretto o con secrezioni contaminate. L’infezione oculare primaria interessa prevalentemente la congiuntiva e le palpebre (blefarocongiuntivite), dove determina delle caratteristiche vescicole. Tuttavia nel 95-99% dei pazienti le manifestazioni cliniche sono molto ridotte e l’infezione normalmente guarisce da sola, senza lasciare lesioni oculari permanenti.
Il virus erpetico rimane, tuttavia, nell’organismo ed il soggetto infetto, divenuto portatore, libera ad intermittenza delle particelle virali attraverso le lacrime, la saliva, le vie respiratorie e i genitali, anche in assenza di manifestazioni cliniche.
Una volta presente nell’organismo il virus tende a riattivarsi, determinando delle recidive (in genere nello stesso occhio), nella forma di un’infezione che colpisce la cornea: la cheratite erpetica.
Condizioni scatenanti Ciclo mestruale Influenza e raffreddore Stress e forti emozioni Disturbi psichiatrici Eccessiva esposizione al sole o al vento Turbe gastrointestinali Immunodepressione dovuta a neoplasie o altre patologie sistemiche.
Tipi di cheratite erpetica recidivante Le cheratiti erpetiche possono essere classificate in base alla localizzazione (stromale, epiteliale e posteriore) delle lesioni che determinano:
presenta come opacità puntata, di solito si accompagna a iperemia 1) Cheratiti epiteliali Cheratite dendritica Cheratite punctata epiteliale Cheratite vescicolare di Horner Cheratite vescicolare di Emmert Ulcera marginale Ulcera geografica 2) Cheratiti stromali
Endoteliti Cheratouveiti erpetiche La cheratite erpetica è una malattia oculare grave, che può compromettere gravemente la visione. In particolare l’Herpes virus è in grado di danneggiare le terminazioni nervose della cornea determinando l’ipoestesia (diminuzione della sensibilità) corneale, caratteristica tipica di queste patologie Sono anni che mi occupo del problema è le assicuro che deve essere ben inquadrato,mi ricontatti pure! In caso di cheratite erpetica acuta,subacuta e/o in fase di recidiva,ormai sono d'accordo che l'uso del GANCICLOVIR(VIRGAN)per usotopico è la via elettiva del trattamento. Personalmente uso negli adulti contempore anche il FAMVIR COMPRESSE 500mgcon la posologia per la prima sett. 4 cpr/die e per altre 3sett. 3 cpr/die.(Nei bambini di solito non lo uso) In casi in cui la recidiva dovesse farsi subentrante uso anche il vaccino LUPIDON.(che nulla serve come terapia ,ma ha valenza solamente di immunoprofilassi alle recidive). Sia per il Lupidon H che per il Lupidon G(ovviamente a noi interessa l'H per HSV1 che è il virus che interessa la cornea,mentre per l'HSV2 ovvero il virus che interessa i genitali si usa il LUPIDON G) le fiale devono essere iniettate sottocute dopo essere state accuratamente agitate. La cura richiede una serie di somministrazioni opportunamente intervallate: 1 fiala per settimana per 12 settimane, al 4° e 5° mese 1 fiala ogni 14 giorni, dal 6° al 9° mese 1 fiala al mese e quindi 1 richiamo ogni 2 o 3 mesi per un totale di ulteriori 10 fiale. In seguito possono rendersi necessari ulteriori richiami da effettuarsi ogni 3-6 mesi.
La cheratite è un'infiammazione della cornea, la parte anteriore trasparente del bulbo oculare, la prima lente del percorso ottico, costantemente ricoperta dal film lacrimale. I segni della cheratite sono soggettivi (epifora, fotofobia, blefarospasmo, sensazione di corpo estraneo, cefalea frontale, conati di vomito) e/o oggettivi (iniezione pericheratica, congiuntivite peribulbare, infiltrati stromali, lesioni epiteliali).
Si distinguono le cheratiti superficiali che, dopo la guarigione, generalmente non lasciano cicatrici, da quelle profonde, che possono lasciare porzioni di cornea non perfettamente trasparenti (leucoma corneale); se il leucoma è posizionato in prossimità dell'asse visivo principale può ridurre la capacità visiva. Anche una ulcera corneale si può definire un tipo di cheratite. Quei tipi di cheratiti dovuti ad esposizione eccessiva a raggi ultravioletti sono dette cheratite attinica. Tra queste c'è la cecità da neve, malattia tipica delle regioni artiche, che deve il nome alla sua causa (esposizione non protetta e per periodi prolungati al riverbero della neve). Anche l'esposizione prolungata non protetta a fonti elevate di raggi ultravioletti, quale ad esempio l'arco voltaico delle saldatrici elettriche o le lampade abbrozanti, può essere causa di cheratite attinica.
Si distinguono inoltre infiammazioni: non suppurative cheratite disciforme cheratite puntata ulcera dendritica suppurative ulcera serpiginosa ulcera rodente o ulcera di Mooren marginali da congiuntivite di origine nasale ascesso anulare
Cause
Si riconoscono cheratiti dovute a: Agenti fisici (ad esempio i raggi ultravioletti) Agenti chimici (ad esempio acidi o alcali) Agenti biologici (ad esempio protozoi, batteri, virus, funghi) Tra le cheratiti da agenti fisici le più comuni sono quelle da esposizione ai raggi ultravioletti, per quelle da agenti chimici lo erano quelle da calce, per quelle da agenti biologici la variabilità è molto alta. Ad oggi, nei paesi con maggiore diffusione di pratiche igieniche quotidiane, legate alla diffusa disponibilità di acqua potabilizzata, con assenza di inquinanti biologici, è scarsamente rappresentata la presenza di infezioni comuni di origina batterica. Con la diffusione dell'uso delle lenti a contatto morbide, tra coloro che hanno un difetto visivo da correggere, è cresciuta la frequenza con la quale si ritrovano cheratiti infettive legate a batteri e funghi inquinanti i contenitori ed i liquidi usati per la conservazione. Tra quelle più insidiose è una infezione da protozoo Acanthamoeba Hystolitica(amebe) che può provocare una disgregazione del tessuto corneale.
Altre cause frequenti di cheratiti infettive sono le diffusioni di sindromi virali da Adenovirus, o legate agli Herpesvirus. Diagnosi e cura
CHERATITE ERPETICA La cheratite Herpetica stromale è un evento patologico grave non sempre facilmente controllabile mediante le terapie disponibili, soprattutto se la diagnosi non viene fatta tempestivamente e la terapia non viene attuata immediatamente. Nelle forme herpetiche stromali tipiche l'infiammazione è distribuita irregolarmente nello stroma corneale ed è spesso accompagnata da un'uveite . Una sovrastante cheratite epiteliale può essere presente o meno. Invece si manifesta spesso un edema dell'epitelio (con micro e macro bolle).
Le cellule infiammatorie infiltrano lo stroma a tutti i livelli e possono essere presenti aree di necrosi. Il processo si può estendere dalla membrana di Bowmann a quella di Descemet (strati della cornea). L'endotelio può essere interessato da edema, infiltrazione di cellule infiammatorie e, talvolta, al di sotto della lesione stromale è visibile un'essudazione fibrinosa. Precipitati sono spesso visibili. A livello dell'umor acqueo si apprezza un Tyndall plasmatico e cellulare (materie circolanti all'interno del bulbo oculare). A livello dell'angolo si ha spesso un edema delle bande trabeculari, con un fenomeno di trabeculite che spiega l'associazione non infrequente di ipertono nei pazienti malati. Fenomeni di interessamento dell'iride e del corpo ciliare sono spesso frequenti, anche se è abbastanza raro che lascino segni riconoscibili clinicamente (aree di atrofia iridea). Sinechie posteriori possono essere individuate a causa del processo infiammatorio. La cheratite stromale è frequentemente associata alla presenza di un'ulcera epiteliale che coinvolge lo stroma. Queste ulcere, se la loro patogenesi non è diagnosticata prontamente e in modo corretto, possono presentare bordi necrotici ed approfondirsi fino alla perforazione. Il virus dell'herpes simplex
è associato a diverse classi di antigeni: · Antigeni solubili rilasciati dalle cellule infettate lisate; · Antigeni aderenti alla superficie delle cellule infette; · Antigeni formati da larghe proteine insolubili derivate dal capside virale; Ognuno di questi antigeni può reagire con anticorpi, complemento o cellule sensibilizzate, dando luogo alla risposta immune. Sebbene siano state individuate saltuariamente delle particelle virali nello stroma degli occhi affetti da cheratite Herpetica, nella maggior parte dei casi la malattia stromale ha le caratteristiche tipiche di un processo immune piuttosto che quelle di una infezione. Gli infiltrati, infatti, appaiono composti principalmente da macrofagi e linfociti. Nei casi di cheratite herpetica stromale necrotizzante si suppone invece che i due fenomeni infettivo ed immune siano presenti allo stesso tempo. Studi recenti hanno rilevato sequenze di DNA herpetico in cornee umane che non avevano mai avuto fenomeni clinici riferibili a malattie herpetiche, suggerendo che una infezione herpetica latente può essere presente a livello dell'endotelio e dei cheratociti, senza segni clinici. I LATs Durante lo stato di infezione latente il virus dell'Herpes non è inattivo, ma produce costantemente RNA virale chiamato Latency Associated Transcripts (LATs). Quando è in questo stato latente non si possono isolare particelle virali se non si praticano esami di colture cellulari espiantate. I LATs possono invece essere utili marcatori della presenza di una infezione herpetica in corso di infezione latente. Si sospetta inoltre che i LATs possano giocare un ruolo nella riattivazione della replicazione virale. La presenza di uno stato di infezione latente a livello corneale potrebbe consentire una riattivazione ed una replicazione locale del virus, senza necessità di una riattivazione a livello del ganglio. Dati recenti mostrano inoltre che l'infezione latente si può localizzare a livello delle cellule endoteliali e dei cheratociti ed essere il punto di partenza di una infezione herpetica stromale. Alcuni ceppi di Herpes inoltre sembrano mostrare una certa tendenza a dare luogo alla localizzazione stromale della malattia. Presentazioni cliniche della cheratite
La maggior parte dei pazienti affetti da una cheratite herpetica stromale presenta una anamnesi positiva per cheratite herpetica dendritica epiteliale. Qualche volta con un congruo intervallo di tempo tra un fenomeno e l'altro, talvolta in successione senza momenti di reale guarigione. In alcuni soggetti tuttavia, il quadro parte primitivamente come stromale. Altre volte ancora una cheratite epiteliale segue ad una infezione ad esordio primitivo stromale. La comparsa di un coinvolgimento stromale rappresenta comunque il passaggio ad uno stadio molto più grave della malattia, capace di compromettere permanentemente la visione. I sintomi, a parte l'offuscamento visivo, sono del tutto aspecifici. Indolenzimento e lacrimazione sono i più frequenti, spesso difficili da interpretare se visti in uno sfondo di alterazioni strutturali della cornea, sofferenza endoteliale, uveite e pressione oculare elevata. In alcuni casi vi è predominanza di fenomeni di infiltrazione infiammatoria ed edema stromale, mentre in altri il quadro è prevalentemente quello della neovascolarizzazione e dei fenomeni cicatriziali. Una cicatrice biancastra è di solito il risultato di questa cheratite e dal momento che il suo trattamento spesso richiede una terapia steroidea è bene che sia clinicamente differenziata da un infiltrato infiammatorio. Talvolta la formazione della cicatrice è preceduta da un assottigliamento o da un ispessimento dello stroma. All'interno della cicatrice si osservano spesso depositi lipidici giallastri o cristallini che possono estendersi quale conseguenza dello stato di leakage dei neovasi. Se vi è il rischio che la estensione degli essudati possa peggiorare la trasparenza della zona centrale della cornea, producendo un peggioramento della visione, può essere utile tentare la chiusura dei vasi afferenti con il laser ad argon (eseguita sotto copertura antivirale ed antiinfiammatoria). I risultati sono spesso discutibili. La cheratite interstiziale
In questa forma è presente una infiltrazione stromale in presenza di un epitelio intatto. L'infiltrazione può svilupparsi in chiazze singole o multiple e coinvolgere alcuni strati o tutto lo spessore dello stroma. L'evoluzione è cronica, di solito indolente e persiste per molti mesi. La caratteristica della mancanza del dolore la fa distinguere tipicamente dalle infiltrazioni presenti nelle infezioni fungine talvolta di aspetto e decorso simile che sono invece caratterizzate da dolore intenso. Una neovascolarizzazione corneale che si spinge verso questi infiltrati è un reperto classico, che può comparire in ogni momento, sia precoce che tardivo, ed a qualsiasi livello di profondità dello stroma. I vasi sono circondati da un tessuto granulare di infiltrazione. Quando l'infiammazione cessa, questo tessuto granulare scompare ed i vasi possono apparire privi di sangue. La ricanalizzazione di questi vasi è il primo segno della riattivazione del processo infiammatorio. Questo tipo di infiammazione è ritenuta tipica di una risposta immune tipo antigene/anticorpo mediata dal complemento. Un edema dello stroma può essere presente, soprattutto in caso di coinvolgimento endoteliale e di solito supera i limiti dell'infiltrazione. Talvolta l'epitelio presenta una sofferenza diffusa che è possibile sia legata alla infiammazione, alla ipoestesia, alle anomalie lacrimali o alla tossicità dei farmaci utilizzati. Un coinvolgimento dell'endotelio con tutte le conseguenze del caso, è di solito la regola. Le presentazioni cliniche delle cheratiti herpetiche stromali possono assumere caratteristiche particolari quali, l'anello immune, la vasculite limbare e l'uveite. L'anello immune
È un anello biancastro completo o più spesso incompleto di infiltrazione che compare alla periferia della cornea, separato dal limbus da uno spazio libero apparentemente indenne, che circonda le lesioni stromali. È presumibilmente il risultato della deposizione di precipitati della reazione antigene anticorpo ed è un chiaro indicatore dello stato di attività della reazione immune. La vasculite limbare
La vasculite limbare è una reazione iperemica edematosa della cornea, associata alla presenza di un albero di neovascolarizzazione focale che si spinge verso gli infiltrati stromali e che può anche giungere ad interessare due quadranti. Anch'essa rappresenta un segno di attività immune. L'uveite
Una uveite è invariabilmente presente nelle fasi attive anche se difficilmente monitorabile per la presenza delle opacità corneali. Se si associa una trabeculite si ha un innalzamento della pressione oculare. La cheratite disciforme
È caratterizzata dalla presenza di un'area di edema stromale circoscritta, per lo più localizzata nelle porzioni centrali o paracentrali della cornea, associata ad un risentimento endoteliale, con precipitati cheratici il quadro è indicativo di una reazione immunologica verso le componenti virali o verso cellule endoteliali alterate dalla infezione virale. Normalmente l'epitelio non è interessato, tuttavia quando il deficit endoteliale è marcato o è in atto da molto tempo, si possono formare micro e macrobolle epiteliali con fenomeni ulcerativi dell'epitelio. Sebbene non chiarita con certezza si ritiene che la presenza attiva del virus possa essere una delle caratteristiche dei quadri di cheratite disciforme in particolare quelli che partono come cherato endotelite e sono caratterizzati da una reazione dell'acqueo, mentre più controversa sarebbe la dimostrazione di virus vitale nei casi a partenza stromale che degenerano in cherato endotelite, nei quali il processo sarebbe prevalentemente immunitario. Tipicamente si ritiene comunque che il processo infiammatorio nella cheratite disciforme sia cellulo mediato e caratterizzato dalla presenza di linfociti, plasmacellule e leucociti. Essa può rappresentare quindi il risultato di una reazione immune verso: una infezione virale dell'epitelio, la presenza di DNA virale nello stroma, una infezione virale stromale attiva, la presenza di residui virali antigenici nello stroma. Sono stati, inoltre, dimostrati elementi antigenici virali nell'endotelio di cornee con cheratite disciforme. Cheratite stromale necrotizzante
La cheratite stromale necrotizzante si manifesta come una infiltrazione bianco-giallastra nello stroma corneale. L'infiltrazione e la necrosi sono le caratteristiche cliniche predominanti. Di solito questo tipo di presentazione avviene in cornee precedentemente affette da una cheratite herpetica. Può essere, quindi, l'evoluzione di una cheratite epiteliale, di una forma stromale disciforme, di una stromale superficiale o di qualsiasi combinazione di forme. Secondo alcuni i segni clinici che indicherebbero la presenza di virus vitale in Camera Anteriore sarebbero: la sofferenza endoteliale, l'aumento della pressione oculare, difetti focali a carico del pigmento irideo. ogni uveite che non risponde agli steroidi la positività alla colorazione con perossidasi o immunofluorescenza di anticorpi contro le componenti virali di campioni di colture da umore acqueo ottenuto con una paracentesi della CA. Nei casi più lievi gli infiltrati appaiono localizzati, ma nei casi più gravi si presenta un aspetto simile ad un ascesso con un infiltrato bianco giallastro che occupa quasi l'intero spessore stromale. Spesso si forma una ulcerazione dell'epitelio soprastante con edema e neovascolarizzazione. Una uveite più o meno grave è la regola, talvolta con ipopion e ipertensione oculare. Una superinfezione batterica o da fungo, così come una perforazione corneale rappresentano possibili complicazioni. Si ritiene che la cheratite stromale necrotizzante rappresenti una infezione virale diretta dello stroma associata o seguita da una risposta immune. È quindi evidente che esiste una variabilità nell'aspetto della cornea durante la cheratite herpetica stromale ed è indispensabile saper riconoscere dall'aspetto della presentazione il livello di attività del processo e quindi il rischio per il paziente. Così una cheratite stromale superficiale e in assenza di neovascolarizzazione rappresenta un fenomeno relativamente leggero mentre una infiltrazione a tutto spessore associata ad una uveite è un fenomeno che rappresenta un considerevole rischio per la salute dell'occhio Terapia delle cheratiti herpetiche stromali
Il trattamento della malattia stromale e della cheratite disciforme è molto complesso e talvolta richiede procedimenti chirurgici quale la cheratoplastica perforante che tuttavia ha in questa patologia una percentuale di successi a lungo termine assai più bassa della media. La somministrazione di corticosteroidi è un punto molto delicato nella terapia dell'herpes stromale, mentre il loro uso è assolutamente controindicato nella cheratite epiteliale, la terapia con steroidi topici in associazione con gli antivirali è un punto cardine della terapia dell'herpes stromale. Il presupposto è che è estremamente importante ridurre il più possibile l'infiammazione a livello della cornea, dal momento che l'infiammazione, alterando i rapporti tra le fibre collagene e la matrice può ridurre la trasparenza della struttura. L'infiammazione nell'herpes stromale ha origini immunologiche ed è quindi logico combatterla con sistemi immunodepressivi. Gli steroidi possono modificare la risposta immune in modi differenti: applicati topicamente, inibendo la chemiotassi e limitando la degranulazione dei polimorfo nucleati, possono in qualche modo limitare la produzione locale di anticorpi. Sembrano avere una azione maggiore sulle risposte da ipersensibilità mediate da anticorpi umorali che su quelle cellulo-mediate, anche se si conosce, comunque, una capacità di distruggere i linfociti sensibilizzati. Gli steroidi sono in realtà associati ad una quantità di complicazioni che devono essere tenute presenti ogni qualvolta si prospetta la loro utilizzazione in una cheratite herpetica. Aumentano la replicazione virale nelle cellule dell'epitelio. La dimostrazione di virus replicanti anche nello stroma corneale suggerisce che gli steroidi possano aumentare la replicazione virale anche nel corso di cheratiti stromali. Il problema non è ancora chiarito e l'uso degli steroidi deve essere comunque anche in queste forme attuato con attenzione. L'uso topico di steroidi può consentire l'instaurazione di infezioni secondarie da batteri e funghi. L'aumento della pressione oculare non è raro nei pazienti che sono steroid responder. Un aumento della pressione oculare non riconosciuto non è una evenienza difficile, perché si può avere qualche riserva a misurare il tono oculare in un paziente con cheratite; questo può avere effetti devastanti per il nervo ottico ed il recupero funzionale del paziente. La formazione di cataratte sottocapsulari posteriori è una complicazione di ogni terapia steroidea topica prolungata. L'effetto rimbalzo con una ripresa della infiammazione è quasi costantemente osservabile nel caso gli steroidi vengano ridotti o sospesi troppo bruscamente. Talvolta può essere un fatto molto grave responsabile di fenomeni di perforazione corneale, sembrerebbe che si abbia una iperproduzione di anticorpi verso gli antigeni dell'herpes. Ciò nondimeno, anche se pericolosa potenzialmente in mani inesperte, la terapia steroidea è un tempo fondamentale dell'approccio alla cheratite stromale herpetica, ed il fattore di rischio non sembra essere tanto la somministrazione degli steroidi, ma la loro cattiva gestione e lo scarso monitoraggio del paziente. Nelle infezioni epiteliali vi è molto spesso un coinvolgimento dello stroma anteriore, in cui si apprezza un edema del tessuto nella regione sottostante la membrana di Bowman, qualche zona di necrosi ed una infiltrazione di cellule infiammatorie, per lo più leucociti. Normalmente questo tipo di coinvolgimento stromale lascia opacità minime, ma può residuare una irregolarità della superficie corneale che può permanere anche mesi. Se è possibile, tuttavia, è opportuno astenersi dall'utilizzare cortisone in queste forme, dal momento che nei soggetti che hanno usato cortisone nel trattamento della forma epiteliale si osserva una più facile conversione a malattia herpetica stromale. Il vaccino per la cheratite
Una proposta interessante è la possibilità di utilizzare vaccini nel tentativo di ridurre la frequenza e la aggressività delle recidive, sebbene questi vaccini siano sul mercato da diverso tempo, con report di impressioni cliniche anche molto favorevoli, mancano ancora i risultati di un trial clinico affidabile che ne confermino la reale attività.
__________________ Un caro saluto Prof.Duilio Siravo siravo@supereva.it http://drsiravoduilio.beepworld.it Cell.:3385710585 PROF.DOTT. DUILIO SIRAVO http://drsiravoduilio.beepworld.it
Day Hospital Santa Lucia del Dr Giorgio Giovanni Cezza
WB906 Medico di ABCsalute.it
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Gentile Sig. Paolo, è sempre difficile fornire pareri medici senza vedere direttamente la situazione obiettiva del Paziente.
Quello che Le posso dire è che in generale le cheratiti erpetiche sono curabili, poco contagiose e raramente provocano la cecità.
Un caro saluto.
Dott. CEZZA Giorgio Giovanni Medico-Chirurgo - Specialista in Oftalmologia Dir.San. del Day Hospital "Santa Lucia" - Maglie (Lecce)
_________________ DAY HOSPITAL SANTA LUCIA DEL DR GIORGIO GIOVANNI CEZZA
CHERATITE ERPETICA siravoduilio 01-06-2011, 09:13 AM
http://www.forumsalute.it/community/for ... ica_1.html -------------------------------------------------------------------------------- Endoteliti Cheratouveiti erpetiche La cheratite erpetica è una malattia oculare grave, che può compromettere gravemente la visione. In particolare l’Herpes virus è in grado di danneggiare le terminazioni nervose della cornea determinando l’ipoestesia (diminuzione della sensibilità) corneale, caratteristica tipica di queste patologie Sono anni che mi occupo del problema è le assicuro che deve essere ben inquadrato,mi ricontatti pure! In caso di cheratite erpetica acuta,subacuta e/o in fase di recidiva,ormai sono d'accordo che l'uso del GANCICLOVIR(VIRGAN)per usotopico è la via elettiva del trattamento. Personalmente uso negli adulti contempore anche il FAMVIR COMPRESSE 500mgcon la posologia per la prima sett. 4 cpr/die e per altre 3sett. 3 cpr/die.(Nei bambini di solito non lo uso) In casi in cui la recidiva dovesse farsi subentrante uso anche il vaccino LUPIDON.(che nulla serve come terapia ,ma ha valenza solamente di immunoprofilassi alle recidive). Sia per il Lupidon H che per il Lupidon G(ovviamente a noi interessa l'H per HSV1 che è il virus che interessa la cornea,mentre per l'HSV2 ovvero il virus che interessa i genitali si usa il LUPIDON G) le fiale devono essere iniettate sottocute dopo essere state accuratamente agitate. La cura richiede una serie di somministrazioni opportunamente intervallate: 1 fiala per settimana per 12 settimane, al 4° e 5° mese 1 fiala ogni 14 giorni, dal 6° al 9° mese 1 fiala al mese e quindi 1 richiamo ogni 2 o 3 mesi per un totale di ulteriori 10 fiale. In seguito possono rendersi necessari ulteriori richiami da effettuarsi ogni 3-6 mesi. Un caro saluto Prof.Duilio Siravo siravo@supereva.it http://drsiravoduilio.beepworld.it Cell.:3385710585 PROF.DOTT. DUILIO SIRAVO http://drsiravoduilio.beepworld.it
Nella raccolta "Medicina moderna: nuovi approcci e ricerca attuale: raccolta di articoli basati sui materiali del XXII Congresso Scientifico-Pratico Internazionale" Medicina moderna: nuovi approcci e ricerca attuale. - n. 4 (20). - Mosca, editoriale. Internauka, 2019" ha pubblicato il mio rapporto" ESPERIENZA PERSONALE NELLA PREVENZIONE DELLA CHERATITE ERPETICA CON L'USO DELL'ALLICINA ALL'AGLIO" in russo (ЛИЧНЫЙ ОПЫТ ПРОТИВОРЕЦИДИВНОЙ ТЕРАПИИ ГЕРПЕТИЧЕСКОГО КЕРАТИТА АЛЛИЦИНОМ ЧЕСНОКА) https://internauka.org/archive2/med/4(20).pdf . Ecco la sua traduzione italiana. «Il primo caso di cheratite erpetica che ho avuto nel 1985. Le ricadute sono iniziate 1,5 anni dopo. Più spesso nell'occhio sinistro, ma c'erano casi nell'occhio destro e due volte in entrambi gli occhi allo stesso tempo. Dopo 10 anni di malattia, le ricadute sono diventate particolarmente frequenti, tanto che la successiva ricaduta è iniziata quasi immediatamente dopo la fine del trattamento precedente. È stato curato in regime ambulatoriale e in un ospedale della clinica delle malattie degli occhi del Republican Clinical Hospital del Kirghizistan (Fig. 1, 2), ma le recidive di cheratite erpetica sono continuate. C'era un'idea di usare l'aglio per la prevenzione della cheratite erpetica, che viene utilizzata nella medicina popolare contro l'herpes sulle labbra. L'iniezione diretta di succo d'aglio nella congiuntiva è impossibile a causa di una grave irritazione agli occhi. L'introduzione di farmaci in una persona attraverso la sua pelle (via transdermica) è utilizzata in medicina e ho deciso di applicarla agli occhi. Ho iniziato a lubrificare le palpebre dei miei occhi chiusi più volte al giorno con un taglio di uno spicchio d'aglio inumidito con acqua. In questo caso, c'è una leggera sensazione di bruciore della pelle delle palpebre, ma non c'è irritazione negli occhi e rimangono calmi. L'assenza di recidiva di cheratite sin dall'inizio dell'applicazione di questo metodo ha confermato l'ipotesi che l'allicina dell'aglio penetra attraverso la pelle delle palpebre nella congiuntiva dell'occhio e previene la moltiplicazione del virus dell'herpes. Come risultato di 3-4 procedure giornaliere con aglio per 10 anni, non ho avuto una singola recidiva di cheratite - efficienza del 100%. Quindi ho deciso di verificare la possibilità di rifiutare l'uso dell'aglio, ho smesso di usarlo e dopo 2 settimane si è verificata una ricaduta di cheratite. Il verificarsi di ricadute dopo l'interruzione della terapia con aglio è stata una conferma che il suo uso costante ha effettivamente prevenuto il ripetersi della cheratite. Dopo aver curato l'occhio, nello sviluppo del metodo, sono passato alla prevenzione della cheratite erpetica con infuso di aglio in acqua secondo la ricetta: uno spicchio d'aglio di media grandezza viene schiacciato; il succo e la pappa vengono posti in una bottiglia da 30 o 40 ml e versati con un cucchiaio di acqua refrigerata bollita. Rinnovo l'infuso ogni 5 giorni di conservazione a temperatura ambiente e ogni 10 giorni se conservato in frigorifero. Dopo la preparazione, l'infusione può essere applicata immediatamente. L'infusione (estrazione del succo d'aglio dalla pappa) avverrà durante la conservazione. Chiudi il collo aperto della bolla con il dito, agitalo e inumidisci le palpebre degli occhi chiusi con ciò che è rimasto sul dito. Attendi 1,5-2 minuti. fino a quando la pelle è asciutta e ripetere la bagnatura delle palpebre. In una procedura vengono consumate diverse gocce di infuso, che contengono una quantità microscopica di aglio, che non rappresenta un pericolo in caso di possibile contatto accidentale con l'occhio. Per la massima sicurezza, dopo aver inumidito le palpebre, è necessario tenere gli occhi chiusi per 1,5-2 minuti. finché la pelle non si asciuga. Il debole odore di aglio scompare rapidamente. Per una completa fiducia in assenza di odore, è sufficiente per 15-20 minuti dopo la procedura per lavare via dalle palpebre ciò che non è stato assorbito e può fungere da fonte di odore. In modo profilattico, almeno 3 volte al giorno, inumidisco le palpebre di entrambi gli occhi con infuso di aglio. Molti anni di esperienza con l'uso dell'aglio hanno dimostrato che sono ancora possibili rari tentativi di ricaduta. Quando compaiono segni di ricaduta (arrossamento, lacrimazione, sensazione di un corpo estraneo, dolore), questa procedura viene eseguita in 0,5-1 ora durante il giorno e dopo 2 ore di notte. In questo modo, dal 2000, vivo senza ricadute di cheratite erpetica da più di 18 anni, respingendo con successo i continui tentativi di ricadute con l'allicina dell'aglio. Allo stesso tempo, non aderisco ad alcuna restrizione imposta dai medici ai pazienti con cheratite erpetica ricorrente. La bagnatura quotidiana a lungo termine con succo d'aglio non ha influenzato le condizioni della pelle delle palpebre. Le opacità corneali nella cheratite si sono verificate al di fuori della zona ottica degli occhi e non hanno influenzato la mia vista (Fig. 3). Conclusioni 1. L'allicina dell'aglio può essere somministrata in sicurezza alla congiuntiva dell'occhio per via transdermica attraverso le palpebre. 2. È stato sviluppato un metodo per la terapia soppressiva della cheratite erpetica con allicina all'aglio, che ha permesso all'autore di vivere più di 18 anni senza ricadute.»
L'elettrofisiologia è un'analisi diagnostica che consente di
indagare i fenomeni elettrici legati ad alcune attività fisiologiche, come per
esempio quella svolta dalle vie ottiche.
In questo caso, si...
Lo schema di Hess-Lancaster è un test a cui si ricorre per rilevare la presenza di anomalie nel funzionamento dei muscoli responsabili della motilità oculare. Grazie a questo esame, infatti, il medico...
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