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carlo72
Utente di ABCsalute.it
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buonasera a tutti mi sono appena iscritto al forum per aver un parere da voi esperti e se possibile per avere delle risposte.
Ho 38 anni sono alto 1.82, peso 78 kg e da quando ero bambino ho sempre praticato sport a livello amatoriale agonistico: tennis, sci ma soprattutto calcio, calcetto e negli ultimi anni calciotto.
lo scorso giugno giocando appunto a calciotto ho subito un infortunio che ho certamente sottovalutato. un forte impatto sulla caviglia sx da parte del portiere in uscita che invece di prendere la palla a preso la mia povera caviglia. ho immediatamente smesso di giocare e ho praticato ghiaccio per alcune ore, come del resto avevo sempre fatto in passato in caso di traumi distorsivi di ogni tipo. il dolore era abbastanza forte ma non da andare in ospedale e ad occhio nudo l'unica cosa che si notava era un gonfiore del malleolo esterno sx. per un mesetto non ho praticato sport, poi essendo quasi del tutto sparito il dolore ho ricominciato a giocare con una cavigliera che mi limitava molto i movimenti laterali della caviglia. dopo ogni partita il dolore alla caviglia ricompariva e non passava prima di un paio di giorni. tra luglio e agosto avrò giocato a calciotto circa 5 volte fino a quando a settembre non mi sono deciso a farmi una risonanza magnetica dato che avevo anche iniziato ad avvertire un fastidio al collo del piede quando salivo o scendevo le scale di casa. riporto di seguito il referto:
RM caviglia SX senza contrasto

tecnica: sequenze SE, TSE, GE e STIR eseguite su piani multipli.

Estesa area di alterato segnale, iperintensa nelle sequenze T2w ed ipointensa nelle sequenze T1w, in corrispondenza dell'emiporzione mediale del corpo dell'astragalo che si estende ad interessare in parte il collo, verosimilmente in rapporto a diffuso edema della spongiosa; concomita piccola focale iperintensità di segnale nelle sequenze T2w circondata da sottile orletto ipodenso, delle dimensioni di pochi millimetri in corrispondenza della spongiosa subcondrale dell'emiporzione mediale del domo astragalico.
Lesione parziale del legamento peroneo-astragalico anteriore; aspetto disomogeneo ed ispessito del legamento tibio-peroneale anteriore a del legamento peroneo-calcaneare verosimilmente in rapporto a fenomeni distrattivi di alto grado. apparentemente nei limiti il legamento deltoideo.
Aspetto disomogeneo del legamento a siepe, verosimilmente in rapporto a fenomeni distrattivi, associato ad imbibizione edematosa del tessuto adiposo del seno del tarso e minima quota di versamento.
Minima quota fluida in corrispondenza della guaina del tendine tibiale posteriore e flessore lungo delle dita; regolare la delinaezione dei restanti tendini flesso-estensori.
Presenza di abbondante versamento articolare, prevalente nel comparto anteriore.
Utile videat specialistico ed ulteriore controllo a distanza.

Mi sono recato da un ortopedico che mi ha suggerito di praticare riposo assoluto e magnetoterapia per un mese con apparecchietto che ho noleggiato e che si applica alla caviglia durante la notte per cicli di 4 ore giornaliere.

è passato un mese e paradossalmente dopo la magnetoterapia invece di avere miglioramenti ho più fastidio di prima! in settimana tornerò a farmi una seconda risonanza per vedere se la situazione è variata in bene o in male.
secondo voi cosa devo fare? ma soprattutto potrò tornare a praticare sport? leggendo a destra e sinistra su internet mi sono fatto una culture e credo che il mio problema possa essere lo stesso che ha fatto smettere di giocare Marco Van Basten a soli 26 anni. Osteocondrite!!!

a dimenticavo nel frattempo sto aspettando il referto anche di un'altra risonanza magnetica che per curiosità ho deciso di farmi alla caviglia destra. se si tratta di osteocondrite dovrebbe esserci qualcosa anche nell'altra caviglia giusto?
 
vp160
Esperto di ABCsalute.it
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Messaggi: 319
L'articolazione della caviglia permette il movimento del piede alla sua inserzione con la gamba. Tale articolazione coinvolge tre ossa: l'astragalo, la tibia, il perone.
Le escursioni di movimento sono limitate da un complesso sistema capsulo-legamentoso che funge da freno ai movimenti eccessivi o dannosi.

Per fattori morfologici, l'evento distorsivo più frequente della caviglia è la malposizione forzata o "piede in dentro".
Tale anomala situazione mette sotto eccessiva tensione il sistema legamentoso esterno che spesso va in contro a lacerazione parziale o totale.

Tale sistema legamentoso è costituito da tre robusti legamenti: peroneo-astragalico anteriore, peroneo-astragalico posteriore, peroneo-calcaneare. Di questi tre, quello di gran lunga più fragile è il peroneo-astragalico anteriore. Di fronte ad una importante distorsione di caviglia con dolore, modesto gonfiore, modesto livore, l’atteggiamento diagnostico e terapeutico dovrebbe sempre essere estremamente rigoroso: il fatto che l'esame radiologico non evidenza alcuna lesione delle ossa, non autorizza a tranquillizzare il paziente prima di avere rigorosamente valutato a fondo l'apparato capsulo legamentoso la cui integrità sarà fondamentale per un buon uso della caviglia nella vita futura e per evitare la temibile osteocondrite.

L'esame clinico dinamico deve quindi essere sempre accompagnato da una ecografia o risonanza magnetica che permetto di valutare l'integrità della capsula e dei legamenti non visibili in una normale radiografia.

La superficialità del primo soccorso, può portare a danni difficilmente riparabili in tempi successivi. Una volta accertata la presenza della lesione legamentosa, l'indicazione è solamente chirurgica e consiste in una semplice sutura a cielo aperto della lesione, seguito da un gesso corto per almeno 45 gg. Se la lesione non è stata diagnosticata o il paziente non è stato adeguatamente trattato, la caviglia rimarrà spesso dolente, spesso si gonfierà al minimo trauma e sopratutto rimarrà più esposta a futuri nuovi episodi distorsivi.

Risulta evidente che l'indicazione chirurgica di ricostruzione legamentosa è tanto più indicata quanto più il soggetto è giovane, dinamico ed impegnato in attività sportive.


Quando purtroppo si vedono questi pazienti non trattati a distanza di tempo, non è più possibile ripristinare i legamenti con una semplice sutura, ma sarà necessario una più laboriosa ricostruzione dei legamenti. Solamente in questo modo il paziente dopo un breve periodo di riabilitazione potrà riprendere una vita normale ed una attività sportiva anche agonistica.
Prof.Paolo Maraton Mossa www.piedeweb.com

_________________
Prof. Dr Paolo Maraton Mossa
    20100 Milano
    Corso Lodi 47
    Tel.02.512263
    paolomossa@piedeweb.com
http://www.profpaolomossa.abcsalute.it
 
carlo72
Utente di ABCsalute.it
Messaggi: 2
buongiorno prof. MARATON MOSSA
intanto la ringrazio per la sua celere risposta e per la spiegazione tecnica, mi rendo anche conto che senza il mio esame di RNM difficilmente potrà rispondere alle mie domande ma io ci provo lo stesso!
non è preoccupante l'edema della spongiosa dell'astragalo?
e se la nuova risonanza dovesse continuare ad evidenziarlo dato che la magnetoterapia non ha generato nessun effetto migliorativo cosa mi suggerisce?
per poter evitare almeno inizialmente l'intervento di ricostruzione dei legamenti interessati è possibile praticare una terapia conservativa della caviglia per poter ricominciare un attività sportiva anche se soltanto blanda?
ed infine lei crede che immobilizzare la caviglia adesso a distanza di tempo possa essere utile, dato che cmq. ogni giorno bene o male la caviglia anche soltanto camminando o salendo le scale viene caricata?
grazie mille anticipatamente
 
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