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Andspy
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Ho 19 anni e sono fidanzata da due e mezzo con un ragazzo di 23; litighiamo continuamente ma ritorniamo sempre insieme. Il problema è che durante i periodi in cui litighiamo, che generalmente vanno da 3 a 5 giorni, io divento irrimediabilmente nervosa e anoressica. Non riesco a mandare giù il cibo, lo vomito immediatamente, sono scontrosa con i miei genitori, rispondo male e inevitabilmente si finisce per litigare anche in famiglia poiché mia madre sa che la causa del mio malumore è attribuibile a lui e che lui è la fonte delle mie pene e irrequietezze. Mia madre continua a dirmi che dovrei lasciarlo, perché non posso andare avanti così, io ho cercato di farlo, ma non ci riesco, sono legata a lui e inoltre non è facile ricominciare dato che ho abbandonato tutte le mie amicizie da quando lo frequento e se non esco con lui sono sola. Cosa posso fare? Vorrei in consiglio su come poterne uscire. Grazie.
 
ventola
Utente di ABCsalute.it
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Messaggi: 78
Gentile utente,
mi pare di capire che la sua situazione sia molto complessa. Non credo risolverebbe nulla lasciando il suo fidanzato. Non credo risolverebbe nulla rimanendoci insieme.
In altre parole il problema non è lasciare o non lasciare il fidanzato, ma iniziare a capire che tipo di rapporto ha costruito insieme a lui.
Lei racconta di questi litigi ma non dice nulla sui motivi per cui litigate.
Presentato cosi' il caso, il buon senso comune, che a me onestamente appare sempre cattivo in realtà, orienta in maniera precisa. Mi fa star male una storia? allora la tronco.
Ma questo si potrebbe applicare ad ogni situazione: non mi vanno giu' le persone, allora me ne allontano; l'amico non si comporta come vorrei, allora lo evito....
In realtà mi pare di capire che la storia cosi' come la avete portata avanti insieme sia stata una storia dove vi siete isolati dal mondo sociale. Non a caso dice di non avere piu' amici.
Vi siete chiusi nel rapporto di coppia fino ad esistere solo in funzione di esso.
Allora il rischio è che Lei anche in altre storie d'amore ricaschi nella stessa dinamica.
Inoltre il fatto che Lei utilizzi, inconsciamente, una strategia provocatoria come quella di smettere di mangiare preoccupando sua madre e chi la circonda è una dinamica molto rischiosa che dubito non si presenterebbe in altre relazioni.
Allora il punto, come vede, non è "prendere o lasciare" il fidanzato ma riflettere sulle basi emotive sulle quali costruisce le relazioni affettive.
Le consiglio a tal proposito di incontrare uno psicoterapeuta per iniziare un percorso.

Un saluto,

Dr. Marco Ventola
Responsabile del CespigRoma
Centro per le Problematiche di Gelosia e Amore
http://www.cespigroma.wordpress.com
http://www.marcoventola.it
Psicologo, Psicoterapeuta
 
Dott. Roberto De Pas
WB701
Medico di ABCsalute.it
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Messaggi: 29
Buon giorno.
Credo che per uscire da questa conflittualità esterna ed interna, una psicoterapia possa essere molto utile. Il problema che si pone non è tanto chiudere o non chiudere una storia d'amore, quanto un percorso interiore personale condotto insieme ad un/una psicoterapeuta, con cui "lavorare" su quei conflitti, che, per esempio, si manifestano concretamente con i problemi dell'alimentazione che Lei espone nella Sua lettera.
Molti cordiali saluti,
Dr. Roberto De Pas

_________________
Dott. Roberto De Pas
    20122 MILANO (MI)
    Via Maddalena
    Tel.02.8052425
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http://www.balbuzie.abcsalute.it
 
VITA
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Gentile ragazza,

A diciannove anni non è difficile ricominciare.
Ci sono dei caratteri che si respingono, non vale la pena insistere a tirare avanti una storia "storta".

Tanti auguri.

Dr.V.

_________________
Dott. VITA ANTONIO
    www.psicovita.it
    antonio.vita@psicovita.it
 
VITA
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VITA ha scritto:
Gentile ragazza,

A diciannove anni non è difficile ricominciare.
Ci sono dei caratteri che si respingono, non vale la pena insistere a tirare avanti una storia "storta".

Tanti auguri.

Dr.V.

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Dott. VITA ANTONIO
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Dr Stefano Di Biagio
WB739
Medico di ABCsalute.it
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Gent. Andspy,
concordo coi colleghi che hanno scritto prima di me: una psicoterapia è auspicabile, primo per conoscere se stessa e poi per risolvere sul nascere una problematica che potrebbe pregiudicare i rapporti affettivi futuri. La presa di coscienza riguardo a come siamo fatti dentro ci permetterà di capire cosa è più utile per noi in qualsiasi campo della vita: storie affettivo/sentimentali, amicizie, lavoro, studio, famiglia... e, soprattutto, ci consente di arrivare a capire che la responsabilità di ciò che proviamo (malesseri, vomito o altri sintomi) è nostra e che solo noi possiamo essere capaci di modificare tali comportamenti disfunzionali.
Quindi non mi resta che consigliarti di cercare uno psicoterapeuta che ti possa dare gli strumenti per effettuare il cambiamento e la conoscenza di te stessa.
Buona fortuna.

Dr. Stefano Di Biagio

_________________
Dr Stefano Di Biagio
    00181 Roma
    Via Cerreto di Spoleto 10
    Tel.06.7883993
    dott.dibiagio@gmail.com
http://www.drstefanodibiagio.abcsalute.it
 
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