Gentile dottore, sono una donna di 39 anni felicemente sposata da cinque con un uomo con cui vado molto d’accordo… forse troppo. Purtroppo non abbiamo figli, ma lavoriamo entrambi, il nostro lavoro ci gratifica e non abbiamo problemi economici. Il mio problema è che non ho problemi! Sembra paradossale ma è proprio questo: sto sprofondando nella monotonia, io e mio marito non litighiamo mai, lui è anche molto abitudinario e precisino, prendiamo insieme qualsiasi decisione e se abbiamo un problema, parlandone riusciamo sempre a giungere a un felice compromesso. L’altra sera, per esempio, ho fatto di tutto per litigare, la questione era dove trascorrere le prossime vacanze, quando partire, se partire da soli o con i nostri amici: ma lui nulla, non reagiva alle mie provocazioni, accondiscendeva a tutto ciò che dicevo. non voglio dire che lui sia uno “smidollato” senza personalità. Il nodo della questione è la mia psiche: vorrei, per esempio, che lui mi facesse un po' ingelosire e io faccio di tutto per fare ingelosire lui, parlandogli di fantastici uomini che mi rivolgono i loro sguardi e le loro attenzioni… ma niente. È sempre tanto pacato, disponibile, aperto al dialogo, sicuro del nostro rapporto e convinto di voler invecchiare con me. Io invece vorrei una vita un po' più movimentata e motivata. Alla mia vita manca il pepe! Cosa mi sta accadendo? Dovremmo pensare di adottare un bambino? Non voglio perdere mio marito, che sia ben chiaro, però vorrei cambiare la nostra vita matrimoniale. Mi dia un consiglio, per favore. Grazie.
ventola
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Gentile utente, la noia e la monotonia riguardano la difficoltà ad implicarsi nei rapporti. Ma Lei sembra sicura di suo marito e quindi lo sente come completamente posseduto da Lei, oggettivizzato. Al contempo anche Lei sembra completamente oggettivizzata da suo marito, controllata dalle buone maniere e dal dialogo. In questo modo entrambi state negando l'estraneità dell'altro. Vi siete inseriti in un rapporto di "quieta convivenza", dove la passione ed il desiderio hanno ceduto il passo alla regola e alla "norma". Non credo che si tratti di fare un figliio, almeno non nel senso carnale del termine. Sembra che non facciate nulla insieme, nulla di creativo, intendo. Vi appoggiate l'un l'altro come buoni amici, assecondandovi pacatamente. Ma fare un figlio, in senso metaforico, significa occuparsi di una terza cosa, altra rispetto a voi stessi. Penso che sia utile che approfondisca attraverso dei colloqui con uno Psicoterapeuta della sua città questo tipo di difficoltà che sta vivendo. Vedrà che riuscirà a mettere d'accordo il desiderio con il rapporto con suo marito. Cordiali saluti, Dr. Marco Ventola Psicologo Psicoterapeuta ad indirizzo Psicoanalitico Presidente del CespigRoma Centro per le Problematiche d'Amore e Gelosia www.cespigroma.wordpress.com www.marcoventola.it
Dott. Omobono Paolo Franchin
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Gentile Signora, l'immagine di vita di coppia che lei presenta fa pensare che ci sia stata una ricerca costante, da parte di entrambi, di evitare qualsiasi conflitto e qualsiasi ragione di sofferenza. Ora, c'è da chiedersi perché questo suo disagio si presenti o si intensifichi adesso. I quarant'anni sono una soglia importante nella vita di ogni individuo; è un momento in cui, inevitabilmente, si fanno dei bilanci e una donna si confronta con il restringersi sempre più i tempi per un'eventuale maternità. Non si conoscono i motivi per cui non avete avuto figli, se è stata una vostra scelta oppure no, ma il fatto che lei ipotizzi l'adozione di un bambino per risolvere le vostre difficoltà può indirizzarci a chiederci, per esempio, se questa mancata maternità, magari "superata" nello stesso modo di tutti gli altri eventi della vostra vita di coppia, non possa essere una delle ragioni del suo disagio attuale, del suo bisogno che ci si accorga davvero di lei e della sua parte "bambina" che non è accomodante e ragionevole.
Dott.ssa Rita Madonna
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Gentile Signora, La prima domanda che mi viene da porre è: come vive lui, suo marito, tutta la situazione? Ne avete parlato insieme? Cioè, lo ha reso partecipe del suo disagio, della sua inquietudine? Potrebbe partire da lì, molte volte si parla ma non si parla veramente, si evita di esprimere sentimenti, sensazioni, si preferisce far finta di niente..... perchè in fondo non abbiamo niente di cui lamentarci ... almeno così sembra... In ogni caso potrebbe provare insieme ad un terapeuta a capire che cosa c'è dietro la sua scontentezza. Un cordiale saluto. Rita Madonna
_________________ Rita Madonna - Psicoploga-Psicoterapeuta
Dott. Sergio Sabatini
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Gentile signora, sembra che al suo menage di coppia manchi qualcosa che Lei individua nel "pepe". Suo marito è sempre accondiscendente con Lei e non le da soddisfazione quando lo stuzzica per farlo ingelosire. Però ... Lei sottolinea il fatto che purtroppo non avete figli e che forse dovreste provare ad adottarne. Questo mi sembra un indizio importante per provare a capire che cosa non va. La procreazione è un "fatto" importante in una coppia. Può essere che in un'età significativa a Lei non basti più la beata solitudine della coppia e che vorrebbe rivitalizzarla con qualcosa di generativo. Più che cercare altro, partirei da questo dato per capire quanto è profondo il desiderio di essere genitore e di voler far rinascere qualcosa di importante con il coniuge. In ogni caso tenga presente che anche solo capire ci aiuta a non fare scelte sbagliate.
Dott.ssa Enrica Tavella
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Gentile Signora, il quadro in effetti sembra troppo perfetto. Mi verrebbe da chiedermi se suo marito darebbe la stessa descrizione del vostro rapporto. Sembra quasi che lei dica che le decisioni spettano a lei. Lei decide, lui accondiscende. Tutto questo forse alla lunga diventa pesante. lei ha ragione quando dice che fa di tutto per litigare .-) Il litigio alla fine è un confronto: non c'è mica bisogno di tirarsi i piatti ma è bello pensare di vedere le cose in maniera diversa qualche volta, altrimenti come si cresce? e forse è questo il problema. La comunicazione che c'è tra voi, che appare perfetta ma forse nasconde la mancanza di una comunicazione vera, di un confronto tra voi. Mi sentire di consigliare un percorso di coppia che forse metterebbe alla luce il vostro modo di comunicarvi e potrebbe dare quel pepe che le manca. In bocca al lupo
Dott.ssa Enrica Tavella Psicologa e Psicoterapeuta di coppia e famiglia
Dott.ssa Ornella Convertino Studio Convertino&Pellegrini
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Gentile signora, dalle sue parole si percepisce il desiderio di portare cambiamento e movimento nella sua vita, ed è importante che si sia fermata a riflettere e ad ascoltare questi suoi segnali interiori. Credo che, come già suggerivano i colleghi, sia importante soffermarsi sul motivo che la spingerebbe a voler adottare un figlio e quale ruolo e significato questi avrebbe per la vostra attuale vita di coppia. A monte però credo sia necessario rivedere le vostre modalità di relazione, partendo dall’individuare cosa ciascuno di voi trova di positivo e attraente nell’altro, cosa vi ha spinto a “scegliervi” a vicenda e come vedete e vi rappresentate il vostro rapporto nel futuro. Considerare anche gli aspetti più negativi, quali piccole abitudini o vizi che possono darvi fastidio dell’altro, e quali emozioni state probabilmente “censurando” per paura di creare rotture o sofferenza, può essere molto importante per condurvi ad un confronto più diretto, con la consapevolezza di accogliere ed accettare tutto quello che arriva dall’altro, effettuando così un salto “maturativo” ulteriore nel vostro rapporto. Lasciate inoltre andare la vostra creatività, trovate nuovi interessi e attività che vi coinvolgano e vi stimolino a scoprire e scoprirvi, a far rinascere quella scintilla di vitalità che, a 40 anni, è ancora nel pieno del suo vigore…sorprendetevi a vicenda, rompendo così la routine quotidiana. Lasciare libero sfogo alla vostra parte più fantasiosa e passionale sarà di giovamento per il vostro rapporto e per la vostra vita insieme.
Cordiali saluti Dr.ssa Ornella Convertino
_________________ Dott.ssa Ornella Convertino Studio Convertino&Pellegrini
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