DalidaLe ha scritto:
Sono una donna di 38 anni, di origine calabrese, vivo a Milano ormai da 18 anni dove ho incontrato il mio attuale marito, con cui sono sposata da otto anni, il mio problema è mio suocero: non fa altro che parlare male di tutta la gente del sud, offendendo me e la mia gente (per lui siamo mafiosi, ignoranti, non abbiamo voglia di lavorare …), sono stanca di questi insulti gratuiti, non ho mai risposto per non mancargli di rispetto, … come mi devo comportare? L’ignorante è lui … intanto mio marito, non dice nulla anzi spesso l’ho visto annuire e “ridacchiare”, delle baggianate e cose senza fondamento che dice il padre. Vorrei un consiglio. Grazie
Gentile Sig.ra la questione è delicata in quanto va a toccare le relazioni familiari comprese anche quelle della famiglia allargata. E' anche vero che lei si sente oggetto di questi giudizi e svalutazioni.
Io direi che al di là del vissuto che richiama la sua parte emotiva, la parte Bambina, quella che sente e prova emozioni e che si sente evidentemente arrabbiata, umiliata e forse anche triste per la povertà d'animo e la grettezza di sentiti e di pensieri, rigidi e generalizzanti, dovrebbe richiamare alla sua attenzione la sua parte Adulta, quella parte di lei, come di tutti noi, che obiettivamente affronta la questione rivolgendosi ai suoi interlocutori, marito e suocero, direttamente al loro Adulto e non sottostando al loro giudizio e quindi alla loro parte Genitoriale.
Si innesca, io credo, tra di voi una relazione sbilanciata Bambino - Genitore che non prevede interruzioni di questo tipo di comunicazione e ha come effetto quello di subire le vessazioni in questione (dalla parte Genitoriale dell'altro).
Per interrompere questo tipo di "comunicazione" deve richiamare all'ordine tutte le sue energie nella sua Parte Adulta e incrociare i messaggi rivolgendosi lei stessa alla parte Adulta dei suoi interlocutori.
Io comincerei con il parlare a suo marito dicendogli in maniera obiettiva e riportando frasi ed informazioni reali di quanto ha osservato nelle cose dette dal padre e dei suoi sorrisetti.
La sua comunicazione deve essere sentita, controllando i suoi atteggiamenti e comportamenti e anche il suo tono di voce. Le cose che dice devono essere "ascoltate" seriamente e quindi devono arrivare all'interlocutore senza sfumature della parte Bambina (sorrisi, rabbia ecc..).
Gli argomenti da trattare, sempre con la parte Adulta di lei, sono non solo i suoi sentiti in merito a questi comportamenti ma anche per esempio sapere dai suoi interlocutori che posto ha lei nelle loro valutazioni e di conseguenza fare le sue valutazioni.
Spesso le generalizzazioni vengono fatto per "difesa" e per "paura".
A volte chi generalizza e svaluta lo fa per non essere svalutato e per negare o nascondere una insicurezza e svalutazione di se stesso.
La invito ad approfondire la tematica sulla comunicazione secondo l' Analisi Transazionale alla seguente pagina di cui le indico il link
http://www.danielabenedetto.it/strument ... logia.htmlcordialmente
dr.ssa Daniela Benedetto (Psicologa e Psicoterapeuta Roma)