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Stefania
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Gentilissimi dottori, mia figlia di 8 anni mi sta creando alcuni problemi: si rifiuta di mangiare alla mensa scolastica, la maestra mi ha detto che non tocca nulla e che rimane tutto il tempo a guardare gli altri con un espressione “indefinibile”. Io ho cercato di parlare con mia figlia, ma mi ha risposto che non vuole mangiare a scuola poiché le cosa che preparano non sono buone, che lei sente delle “puzze” e che le vengono i conati di vomito anche a vedere gli altri che mangiano…tutto questo non è vero perché personalmente ho appurato che gli ambienti sono salubri e puliti e i cibi freschi. Cosa le sta accadendo? Come devo comportarmi? Non posso andare a prenderla da scuola e portarla a casa per pranzare … lavoro e anch’io mi arrangio quotidianamente con un panino o un frutto …le metto un panino e un frutto nel cestino, affinché non rimanga a digiuno, ma mi rendo conto che non può andare avanti saltando il pranzo che è il nutrimento principale di tutta la giornata, cosa posso fare? vorrei un consiglio. Grazie
 
Dr Stefano Di Biagio
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Gentile Stefania,
un consiglio generico non credo sia possibile darlo in un forum, anche perchè ogni problematica è individuale e bisognerebbe indagare talmente tante cose prima di poter giudicare cosa sta accadendo e poter quindi trovare una possibile soluzione, che lo spazio qui è veramente piccolo e inadeguato. L'unica cosa che mi permetto di consigliare è di fare un colloquio psicologico, meglio se di entrambi i genitori, per indagare le dinamiche familiari e affettive. Altro consiglio (ma prenda tutto ciò che Le scrivo col beneficio del dubbio e, come si dice, "con le pinzette") è quello di non sovraccaricare la bambina di aspettative (quindi evitare di giudicare poco adeguati i compiti se vengono valutati dagli insegnanti in modo diverso da come lei o suo marito vi sareste aspettati che fossero) e di non dare troppo peso all'aspetto del cibo ( a casa mangia normalmente?): potrebbe trattarsi di un senso di inadeguatezza, che però, vista la giovane età, potrebbe essere migliorata se cambia il clima familiare attraverso una maggior conoscenza delle dinamiche emotive di entrambi i genitori. Per ora, non avendo a disposizione ulteriori particolari della situazione se non il semplice dato comportamentale, mi fermo qui. Spero comunque di essere stato di aiuto per prevedere il prossimo passo da effettuare.
Cordiali saluti


Dr. Stefano Di Biagio
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Dott. Roberto De Pas
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Le consiglio di consultare uno psicologo. Per prima cosa, Lei e Sua moglie, e senza la bambina, potrete fare uno o più colloqui con lo psicologo. Poi, seguirete le indicazioni che potranno emergere da questi colloqui. Potete contattare i servizi sociali della Sua città, o recarVi da psicologi infantili. La bambina manifesta un disagio che va accolto, capito nella sua origine oltre che manifestazione, e affrontato.
Molte cordialità,
Dr. Roberto De Pas

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Dr Stefano Di Biagio
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Rileggendomi mi rendo conto di essere stato alquanto arzigogolato e poco comprensibile; concordo con quanto scritto dal Dr. Roberto De Pas: il colloquio con lo psicologo deve essere riservato a Lei e suo marito, lasciando tranquilla la bambina. Poi, ogni decisione sarà concordata con colui o colei che Vi seguirà.
Cordialmente

Stefano Di Biagio

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