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CalogeraLa
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Gentili medici, vorrei sapere se la timidezza ha una predisposizione genetica: ho un marito che è sempre stato timido e adesso le maestre di mia figlia di 7 anni mi dicono che la piccola non riesce ad entrare in perfetta sintonia con il resto della classe. Cosa posso fare? Non vorrei che la timidezza le pregiudicasse lo sviluppo di una personalità forte e grintosa come la mia. Di timidi in famiglia ne basta uno …. Vorrei un consiglio su come rafforzare la sua autostima e rendere nulle le sue paure recondite. Grazie
 
VITA
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Gentile Signora,

La tiomidezza non è ereditaria, al massimo ci può essere una predisposizione, anche se gli americani, gli psicologi ovviamente, ci docono che anche la predisposizione si insegna, e quindi si impara.
La figlia, vivendo sempre insieme al padre, ha preso da lui questo modo di essere riserrata in se stessa. Ma ci vuole poco a sbloccarla. Ci penseranno anche le amiche, gli incontri, le feste, i compleanni ed altro.

Molti cordiali saluti e tanti auguri.

Dr.V.

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Dott. VITA ANTONIO
    www.psicovita.it
    antonio.vita@psicovita.it
 
VITA
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VITA ha scritto:
Gentile Signora,

La timidezza non è ereditaria, al massimo ci può essere una predisposizione, anche se gli americani, gli psicologi ovviamente, ci dicono che anche la predisposizione si insegna, e quindi si impara.
La figlia, vivendo sempre insieme al padre, ha preso da lui questo modo di essere riserrata in se stessa. Ma ci vuole poco a sbloccarla. Ci penseranno anche le amiche, gli incontri, le feste, i compleanni ed altro.

Molti cordiali saluti e tanti auguri.

Dr.V.

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Dr Stefano Di Biagio
WB739
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Gentile Calogera,
come ha detto il collega, la timidezza è da valutare sulla base delle Sue aspettative riguardo a Sua figlia: io ero ritenuto molto timido da bambino, da parte dei miei genitori, mentre i miei compagni di scuola e gli amichetti non mi vedevano affatto così. Mi bloccavo, semplicemente, quando ero in presenza dei miei genitori, personalità molto forti entrambi, a causa dei quali non sapevo come comportarmi per essere all'altezza delle loro aspettative: per questo motivo mi bloccavo, in ogni senso: nella motricità e nell'eloquio.

Quello che consiglio sempre è di far caso se il "problema" è tale per il bambino, che lo vive con disagio oppure è tale solo per il genitore che vede il figlio non corrispondere all'immagine di ciò che si è prospettato nella propria mente di come dovrebbe essere il bimbo (nel suo caso sua figlia)? Sua figlia vive la timidezza (bisogna anche vedere se è vera timidezza) come un problema o è Lei che scrive su questo forum che la vive come tale? Nel primo caso esistono esercizi di autostima basati sul gioco che potrebbero aiutare la bambina, ma che spesso è solo il tempo a "guarire" da questa condizione, por cui basta aspettare; nel secondo caso dovrebbe essere lei o la coppia genitoriale a interrogarsi sulle proprie aspettative e, nel caso, affrontare l'esperienza meravigliosa di conoscere se stessi attraverso una psicoterapia personale o di coppia. Conoscere se stessi darà modo alla prole di seguire l'esempio genitoriale spontaneamente e i cambiamenti che avvengono nell'ambito familiare potrebbero essere utilissimi per cambiare anche il carattere e le manifestazioni caratteriali dei bambini che vedono tale cambiamento nei genitori.

Spero di essere stato utile.


Dr. Stefano Di Biagio
Via Cerreto di Spoleto, 10
00181 - Roma
06 788 39 93
stefano.dibiagio@fastwebnet.it

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