Salve Dottore, sono una ragazza di 23 anni e frequento, con buoni risultati (la mia media è attualmente 28,50), l’Università degli Studi di Bari, Facoltà di Lingue Straniere. Seguo le lezioni, prendo appunti, studio a casa, preparo l’esame ma il giorno dell’appello sin dalla mattina comincio a soffrire di forti attacchi di panico, di insicurezza e il tutto accompagnato da sudori freddi e vampate di caldo, conati di vomito molto forti (però vomito solo saliva e succhi gastrici). Sono disperata poiché ho provato a bere camomilla e a prendere delle compresse di valeriane e una volta prima dell’esame mi sono anche fatta un bicchierino di whisky che mi ha fatto sentire la testa “leggera”. Sebbene i risultati degli esami siano sempre positivi e lodevoli, il mio problema è la fase che li antecede, l’attesa dell’esito mi logora. Vorrei guarire da questo mio disturbo. Cosa potrebbe succedere il prossimo anno quando dovrò affrontare la commissione di laurea? La prego, mi dia un aiuto e un consiglio concreto. Grazie.
ventola
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Mi sembra di capire che le prenda un'ansia molto forte da valutazione. Come se Lei andasse all'esame per superarlo e non per verificare la sua preparazione. Chiede qualche cosa di pratico, che le faccia superare l'ansia d'esame, ma di pratico ci sono solo i medicinali, che per lo piu' possono essere un placebo. Credo che il punto in questione sia piuttosto iniziare ad interrogarsi sulle sue prospettive future. Cioè iniziarsi a fermare un attimo per domandarsi dove sta andando. Lei può anche superare brillantemente tutti gli esami, ma se lo fa facendosi letteralmente fuori dall'ansia, credo non ne valga la pena. Non vale la pena perchè nella vita non si tratta di dare prestazioni tecniche eccellenti, ma di saper gestire l'emotività e capire le fantasie che ha rispetto alle prove che deve affrontare. Ci pensi e mi faccia sapere.
Cordiali saluti,
Dr. Marco Ventola Psicologo, Psicoterapeuta ad orientamento Psicoanalitico con studio a Bari, Roma www.marcoventola.it
VITA
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Salve,
Sì, possono essere attacchi di panico anche se a distanza una diagnosi non è da proporre. Ma i sintomi sono quelli. Provi a contattare uno psicoterapeuta dalle parti sue. Bari? Sarò a Polignano per la mostra del libro. Presento un mio nuovo libro già presentato al Salone Internazionale di Torino, il 14 luglio pr., alle 22,30. Ci vada, non per parlare con me. Ma perché la rassegna è bella e Polignano è una cittadina incantevole, è magica....
Quello che più colpisce, della Sua lettera, è il reiterarsi della medesima dinamica: esami-paura-esito brillante. E così via. Come se quell'esito brillante non Le appartenesse. Una mèta essenziale della psicoterapia è la capacità della persona a mutare il proprio modo di pensare, riuscire, cioè, ad approcciarsi alla propria quotidianità, così come a grandi eventi, con modalità nuove del pensiero. Le Sue modalità, paradossalmente, Le danno sicurezza. Altro elemento della psicoterapia è il "qui e ora": allontana l'ansia dell'evento temuto. Insomma, molto schematicamente: la soluzione non è magica, prevede percorsi ben precisi, ma, teoricamente, esiste. Inoltrarsi nel "nuovo". Molte cordialità; Roberto De Pas
Dott.ssa Rita Madonna
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Le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta che da un lato può darle delle indicazioni pratiche per superare i le crisi di ansia (esercizi di rilassamento e controllo della respirazione, per esempio), dall'altro può aiutarla a capire perchè accadono, che cosa c'è dietro questo suo disagio. I sintomi sono un linguaggio che vuole segnalare qualcosa, bisogna imparare a decodificarlo. Un cordiale saluto Rita Madonna
_________________ Rita Madonna - Psicoploga-Psicoterapeuta
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