Buonasera. Da 3 anni mi rendo conto di essere immobile. Proverò a spiegarmi meglio. Sono una studentessa universitaria che ha affrontato vari problemi: la difficoltà nello studio, un percorso scelto dagli altri e non da me, sogni infranti, esami andati malissimo, altri da ripetere più volte nonostante io non sia incapace ad apprendere i concetti, ansie che mi hanno bloccata, moltissima insicurezza e l'autostima che è andata a finire sotto le scarpe. So che tutto questo è dovuto ad un mio blocco nel prendere in mano la mia vita e gestirla. Ho fatto molti errori e purtroppo per un insieme di ragioni mi sono ritrovata 3 anni fa a diventare un essere apatico e immobile. Impaurita dal decidere ho fatto fare agli altri. Da poco leggendo un libro mi sono incuriosita al termine abulia e mi ci sono ritrovata completamente. Inizio mille progetti che non porto a termine, faccio tutto senza entusiasmo anche le cose che mi piacciono di più, non riesco mai a impormi e mi faccio sopraffare dagli altri, mi sono posta un grande freno e non agisco mai. Non mi riconosco più. Non ero così prima. Avevo sogni, sapevo cosa mi piaceva e se la mia opinione non era condivisa dai più non mi importava! Ora tutto questo è svanito. Ho sempre più difficoltà a dormire, faccio sempre più fatica ad agire, prima di decidermi a fare qualcosa ci ripenso mille volte e chiedo a chiunque un parere, anche fare la spesa è diventata un incubo perché quando devo decidere cosa acquistare vorrei scappare. Mi sembra talmente assurdo quando ci penso, ma poi sul momento non riesco a ragionare in modo diverso, sono a disagio e non capisco cosa mi succede. Al mio compleanno mi sono resa conto che il tempo stava passando, mentro io mi sentivo sempre ferma a 3 anni fa. E' stato un shock. Avevo l'impressione che gli ultimi anni fossero stati un lunghissimo incubo, ed invece è stata vita buttata. Ho deciso di dire basta e iniziare a fare qualcosa. Ho fatto una lista di azioni da compiere e decisioni da prendere per costringermi ad agire. Ma in svariati mesi ho fatto due o tre cose di poca importanza. Mi sembra una lotta lunghissima di cui non vedrò la fine. Voglio vincere questa battaglia, voglio sentirmi viva e non avere paura di vivere, ma mi sembra che questo freno si sia inserito talmente bene nella mia quotidianità da non riuscire ad eliminarlo. Vorrei un vostro parere per agire, per smetterla di sentirmi immobile e finalmente riprendere in mano la mia vita ed il controllo.
Caruso
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Gentile Ragazza, imparare ad agìre per andare dove? In quale direzione? Ci sarebbe da comprendere se la strada intrapresa finora sia stata da lei scelta liberamente oppure per soddisfare quale esigenza? C'è un'altra domanda fondamentale. Se il suo percorso di studi non avesse avuto alcun intoppo, come sarebbe lei ora e cosa farebbe? Si piacerebbe? L'acquisizione di una laurea e l'avvio al mondo del lavoro potrebbero modificare alcune sue esigenze profonde e quali sono questi bisogni? Lei scrive di essere sempre stata una persona attenta a compiere scelte non eccessivamente condizionate da chicchessia o da valori imposti, ora si ritrova a essere passiva, abbandonata a se stessa, senza alcuna reazione. Che cosa evita? Moonet, ma lei accetterebbe che qualcuno possa indicarle una lista di cose da fare e di azioni da compiere? Ci sta provando da sé, ma credo che l'impossibilità di portare a buon fine i suoi propositi sia dovuto in larga misura a una difficoltà di definire una direzione nella sua vita, una via che in questo momento, è solo vuota e priva di motivazione. Non riesce a farsi seguire da qualcuno? Dott.ssa Mirella Caruso Firenze-Bologna.
Purtroppo in questo momento non saprei da chi farmi seguire perché voglio risolvere questa situazione, ma le esperienze che ho fatto con la terapia mi hanno fatto giungere fino a qui peggiorando il mio stato di immobilità e disagio. Con l'ultimo terapeuta si era parlato una volta della mia strada e via da percorrere perché ero e sono disperata perché mi sento persa e spaesata, ma poi il resto delle volte raccontavo dei giorni passati e di come mi sentivo e finiva lì. La direzione non ce l'ho. Se non ci fossero stati intoppi avrei forse ancora un sogno o la capacità di sognare e dunque una direzione in cui almeno sperare. Non so cosa starei facendo, forse mi sarei piaciuta perché avrei inseguito le mie speranze e non quelle altrui. E' lì che si è rotto tutto. Soddisfare per una volta i miei genitori, così che potessero essere fieri di me e non vergognarsi. Non so cosa mi sia preso, all'improvviso ho distrutto i miei piani, ho perso la forza di sognare qualcosa ed ora non ci riesco. Non riesco a immaginare il futuro, a progettarlo, nè capire cosa mi piace. Non provo nulla, sembra che tutto mi piace o no in ugual modo! Non riesco a capire se vorrei seguire un percorso perché piace ai miei, a me, agli amici. E in attesa di capirlo resto ferma dove sono, senza riuscire a prendere un libro e informarmi, senza provare a uscire e distrarmi, senza reagire. Non so quali sono i miei bisogni. Imparare a conoscermi e piacermi può essere un bisogno? E come iniziare? Come definisco la direzione della mia vita?
Caruso
Utente di ABCsalute.it
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Gentile Moonet, questi consulti non sono e non possono essere sedute di psicoterapia online, ma la funzione del forum è di fornire informazioni a carattere generale. Le scrivo questo perché faccio molto fatica a comprendere la sua situazione, che è chiaramente conflittuale e a tratti poco chiara. Ed è comprensibile che sia così, abbiamo pochissimi elementi per dire qualcosa di efficace. Lei scrive che il suo percorso universitario è stato dettato da altri (i suoi genitori?) ma, mi pare di capire, che lei sia una ragazza “normale” e penso che abbia avuto tutti gli strumenti per decidere liberamente. Un’intelligenza, capacità di progetto, decisione. Qualcuno l’ha spinta a seguire una via che non è quella da lei desiderata, ma poi scrive che se avesse inseguito i propri sogni e li avesse portati a termine, i suoi genitori ne sarebbero fieri. Afferma di essere stata una ragazza di grande determinazione, ma poi trova un aspetto di sé che la paralizza, anche nelle minime decisioni quotidiane. La direzione della sua vita sta dentro di lei, ma c’è un freno che le impedisce di scegliere. Che cosa ottiene non scegliendo? Di rimanere ferma! E che cosa ottiene rimanendo ferma? Il permanere in uno stato adolescenziale, (o forse di dipendenza) dove non decide e cerca qualcuno che lo faccia per lei. Tutto rimane immobile. Le persone che sono accanto a lei come vivono questa situazione? Sono turbate/angosciate allo stesso modo?
Dr Caterina Prioreschi
TL158 Medico di ABCsalute.it
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Farti altre domande, secondo me, equivale a farti aumentare la confusione e l'ansia. La base di tutto è ritrovare la serenità: poi tutto ti sembrerà chiaro. Purtroppo, come in tutti gli ambiti, non tutti i professionisti sono uguali. Ti auguro di venirne fuori da sola, ma sarà ben difficile. Cerca una terapeuta che dal primo istante, ci sia un a forte sintonia. In questa fase, hai bisogno anche di un pizzico di psicofarmaci: quelli giusti però, dopo una diagnosi psicodinamica ben fatta.
Ciao moonet, volevo parlare con lei, avendo anche io molti dei suoi sintomi, ha risolto? Se le va mi lasci il suo contatto, magari ci sentiamo su whatsapp. Buona serata
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