Cara neo-mamma,
come psicologa (ma anche come mamma che ha vissuto questa grande esperienza di cambiamento) vorrei provare a normalizzare quello che lei sta attraversando in questo periodo della sua vita, che come tanti altri momenti significativi e importanti sono fonte di grandi cambiamenti interni ed esterni. E come tutti i cambiamenti ci espongono ad una maggiore fragilità perché abbandoniamo un modo di essere e uno stile di vita che ci sono noti e coi quali sappiamo destreggiarci abbastanza, per entrare in una nuova fase di vita in cui tutto è nuovo, tutto è da scoprire e occorre poco a poco organizzare un nuovo modo di vivere.
In primis ci troviamo come sottolinea lei a confrontarci con un corpo che è cambiato, ma che con un po' di impegno e pazienza potrà tornare quello di prima, ma visti tutti i cambiamenti in atto io le consiglierei di mettere in stand-by questo aspetto per occuparsene tra qualche mese (soprattutto se sta allattando, iniziare una dieta o praticare troppa attività fisica può influire negativamente), anche se potrebbe iniziare con qualche passeggiata che gioverebbe anche dal punto di vista emotivo: uscire di casa, vedere gente, scambiare quattrro chiacchiere con le persone che incontra.
Poi altro grandissimo cambiamento è quello del nuovo ruolo, ocn tante responsabilità, tanti lavori da fare, tante emozioni e insicurezze che tutte le neo-mamme hanno sperimentato... in fondo nessuno ci insegna a fare le mamme e lo impariamo a poco a poco sperimetandoci, provandoe anche sbagliano tante volte;
inoltre questo nuovo ruolo ci "ruba" in un certo senso il nostro tempo: se prima potevamo decidere abbastanza autonomamente come impegnarlo ora tutto passa in secondo piano rispetto alla piccola creatura che in tutto dipende da noi;
e che dire poi del rapporto con il partner: anche qui assistiamo ad un riassestamento familiare non facile da gestire, in cui dovrete tutti e tre trovare il vostro spazio.
Quindi la posso rassicurare sul fatto che le sue emozioni sono comuni e tipiche di questa esperienza, certamente occorre non sottovalutarle se dovessero essere troppo intense e prolungare.
Le consiglierei in primo luogo di provare a ritagliarsi piccoli spazi per lei se ha la possibilità di farsi aiutare da una nonna cui lasciare un paio d'ore la piccola: e non c'è motivo di sentirsi in colpa, staccare per un attimo farà bene a lei e di riflesso anche alla bimba; magari andare a prendere un caffé con un'amica, parlare con altre mamme per condividere le ansie e confrontarsi sulle insicurezze.
E perché no ritagliare un paio d'ore anche con il suo partner per riconquistare la vostra intimità.
Se invece non ha la possibilità di "staccare la spina" perché nonha persone che le possono dare una mano, è comunque di fontamentale importanza che non si tenga dentro questa sofferenza e ne parli con qualcuno, in primis con il suo partner, con qualche familiare o con qualche amica,
Se invece questa sofferenza dovesse essere troppo prolungata allora le potrà essere utile rivolgersi ad uno psicologo per ricevere un aiuto professionale nell'elaborazione di questa esperienza.
Cordiali saluti,
Paola Abrate
Psicologa e psicoterapeuta
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