Salve a tutti. Ho un problema piuttosto particolare, ma proverò ad essere sintetico senza scendere nei dettagli. Mi ritrovo già a 25 anni a convivere con un artrosi molto dolorosa e praticamente incurabile ai piedi a causa di alcune scelte piuttosto discutibili di medici che mi hanno seguito in passato. Sarebbe bastato un semplice intervento da bambino (quando la patologia era già evidente) per evitarmi questo strazio; ma a quel tempo me lo sconsigliarono..."Non ci pensi, non si fasci la testa...non è detto che se non si opera avrà problemi da grande...vada al mare"...ed eccomi qua che, con questo modo di pensare, ora a 25 anni mi ritrovo di fatto invalido ed inabile al lavoro, perché non posso stare più in piedi. Comunque non sono qui per attaccare nessuno, non ce l'ho con nessuno, le cose sono andate così e basta, e lo accetto. Il problema è che il dolore rimane, e a meno di miracoli me lo dovrò portare dietro finché campo, visto che l'artrosi si può al massimo arrestare e imparare a conviverci. Sto continuando a visitare ancora altri ortopedici per tentare di capire se esiste un qualche tipo di intervento che potrebbe rimettermi almeno parzialmente in piedi, con meno dolore possibile; ma le risposte sono sempre le stesse: servirebbero interventi molto invasivi, che gli ortopedici non si sentono di fare perché sono giovane ("queste cose si fanno solo ai vecchi, perché sono rischiose"). Anche quando chiedo consigli su come gestire il dolore, mi vengono risposte cose tipo "L'artrosi chi ce l'ha se la tiene" oppure "I dolori non esistono: basta non pensarci" (esistono eccome, purtroppo...) Insomma, come detto prima non sono qui per criticare nessuno, capisco tutto lo stress e l'impegno dei medici, la loro professione è davvero dura...però non mi va giù questo leggero "disgusto" che molti (purtroppo moltissimi) medici hanno di fronte ad un paziente con un dolore cronico. Non sono un tipo lamentoso, anzi, ho provato sempre a sopportare i dolori più che potevo, non parlandone in giro praticamente mai. Non pretendo nemmeno che mi trovino una cura per un problema che ormai è troppo tardi per risolvere, mi basterebbe che mi aiutino a gestire il dolore. Invece nulla: ad ogni visita l'ortopedico di turno mi fa quasi capire che è stata mia negligenza se mi trovo in queste condizioni, perché questa era una cosa da operare da piccolo; ma io da piccolo ho fatto davvero il possibile, i miei genitori mi portarono in giro per tutta Italia per capire se dovessi essere operato o meno, proprio perché l'evidenza era una, ma le risposte dei medici andavano in tutt'altra direzione; e quando molti medici ti rispondono che è meglio andarsene al mare, non fasciarsi la testa, o al massimo curare la cosa con impacchi o camminate sulla sabbia, poi ti convinci davvero che l'operazione non serva più.... Come detto ho accettato la patologia che ho e la profonda limitazione delle mie funzionalità che mi ritrovo, nonostante nè lo Stato nè nessun altro lo riconosca nemmeno come leggera invalidità.Tutto sommato non la sto vivendo malissimo, non sono nè troppo ansioso nè depresso. Però quel pizzico di rabbia quando alcuni medici tentano di affibbiarti colpe che non hai, oppure quando snobbano la tua sofferenza, non riesco proprio a farmela passare. Non ho intenzione di smettere di fare visite: io la speranza di guarire non la perdo, e non la voglio perdere, anche se so qual è la realtà della situazione. Come posso continuare a cercare di curarmi, evitando però di stare male ogni volta che il medico di turno si prende gioco di me e della mia sofferenza? Grazie a tutti voi per il supporto che mi darete.
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