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Giacinta
Utente di ABCsalute.it
Messaggi: 3
Salve dott, per questioni di lavoro spesso mi reco a Madrid: il mio problema è la metropolitana! Dopo l’attentato alla stazione di Atocha qualche anno fa, non riesco più ad essere tranquilla quando prendo questo utilissimo ed economico mezzo di trasporto. Il panico mi prende non appena comincio a scendere nella “pancia” della città ed è accompagnato da forti palpitazioni, sudore e un senso di paura e panico anche nel vedere tante facce straniere e poco rassicuranti. Inoltre l’aria consumata e calda che si respira nelle metropolitane mi provoca anche attacchi di asma (non riesco a respirare bene) e avverto leggeri acufeni alle orecchie. Vorrei sapere come risolvere il problema e se alla base ci siano anche cause fisiche dovute all’ambiente sporco e all’aria umida e maleodorante. Non posso permettermi di usare il taxi, per i costi elevati. Cosa posso fare? Esistono dei farmaci che possano inibire la mia paura?
 
SP77
Utente di ABCsalute.it
Messaggi: 2
Gent.le Giacinta,
i disturbi che racconta sono in parte riconducibili all'attacco di panico, ma anche alle fobie specifiche di tipo situazionale (realtive a trasporti pubblici, tunnel, ascensori ecc...), nonchè ad alcuni aspetti della claustrofobia. Inoltre sarebbe interessante sapere cosa ha fatto Lei in queste occasioni per stare meglio: ha evitato il piu' possibile di prendere quel mezzo? si è fatta accompagnare?
Tuttavia, il suo racconto ci dice molto di piu' di quanto possa sembrare apparentemente, raccontandoci di una "pancia" della città (oscura e indecifrabile) e di tante facce straniere (sconosciuti e, forse, anche pericolosi). Il modo di raccontarci è portatore di molti significati.
Credo che ci possa essere nella sua difficoltà di prendere la metropoltana un bisogno di controllo piu' ampio, una paura di cio' che non è conosciuto e che lei quindi non puo' controllare,che Le consiglio di indagare in un colloquio psicoterapico (affrontando quindi anche tutto l'aspetto di eventuali somatizzazioni).
In un colloquio con un esperto potrà affrontare anche la questione farmaco, qualora lo psicologo lo ritenesse necessario (ma sono sufficientemente convinta che, con qualche strategia psicoterapica, non avrà bisogno di farmaci).
Le auguro una pronta risoluzione
Mi tenga aggiornata.
Cordiali saluti

Dott.ssa Simona Pierini
Psicologa, Psicologa Giuridica, Psicoterapeuta - Roma
Presidente A.F.E.S. psi - http://www.afespsi.com
simonapierini @ inwind.it
 
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