Salve, io ho bisogno di una consulenza urgente! Mio nipote (che io aiuto con i compiti anche se è bravissimo) ha 12 anni, non ha mai dato problemi di questo genere, ma ieri ha avuto una crisi di pianto e ha detto che non vuole più andare a scuola, mia sorella ovvero sua madre, ci ha rivelato che sono mesi che lei lo costringe a vestirsi la mattina per andare a scuola, nonostante lui pianga e la implori di non andare. Fa finta di sentirsi male, si va venire a prendere prima a scuola. Non sappiamo come aiutarlo, lo abbiamo implorato di dirci il motivo di tutto questo, lui dice che in classe si sente male, si sente mancare l' aria, non vuole cambiare classe o scuola, lui viole rinunciare per sempre ad essa! Siamo disperati perché non sappiamo come aiutarlo, non vuole parlare con un medico. Quanto tempo ci vuole per far tornare tutto alla normalità? Cosa dobbiamo fare? Trattarlo bene o punirlo? :'(
Caruso
Utente di ABCsalute.it
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Salve Giovy, la cosa peggiore che voi possiate fare in questa situazione è punire il bambino oppure fargli cambiare scuola. Punire il bambino equivarrebbe a non prendere in considerazione il suo disagio e interpretare il suo malessere come uno stato di pigrizia oppure come capriccio. Cambiare scuola sarebbe come dirgli che la colpa è dei compagni o della scuola e lui non ha la capacità di affrontare situazioni critiche, qualora si presentino. Gli si manderebbe un messaggio d’impotenza. In realtà lui ha già espresso qualcosa: in classe gli manca l’aria e non ce la fa più ad andare. Avete provato a parlare con qualche insegnante? Esiste nella scuola uno psicologo scolastico? Credo che abbiate bisogno della mediazione di una figura che vi possa aiutare, che sia un insegnante o un amico. Ha un amico in classe? Poi, farlo seguire da uno psicologo che lo ascolti e ne interpreti il disagio.
La ringrazio molto,quindi come temevamo si tratta di un percorso lungo e soprattutto difficile, lui si rifiuta di parlare, non si fa aiutare...
Dott.ssa Erminia Ida Maria Falzarano
WB1219 Medico di ABCsalute.it
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Salve, sono d'accordo con i colleghi, la punizione aggreverebbe soltanto la situazione; cercare di parlare con il ragazzino e informare la scuola sono le due priorità. Nei comportamenti del ragazzino si evince un forte disagio, che potrebbe essere svelato solo con il comunicare da parte sua, la famiglia deve confrontarsi necessariamente con la scuola, ma la cosa importante in famiglia non si devono agire comportamenti punitivi o contrari alla volontà del ragazzino. laddove si ravvisi una problematica, l'intero nucleo familiare deve iniziare dall'accettarla e poi intraprendere un percorso che sia di aiuto al ragazzino, Cordialmente
_________________ Dott.ssa Erminia Ida Maria Falzarano
Un rifiuto così tenace (che lei giustamente assimila a una fobia) fa pensare che il ragazzo abbia subito a scuola un trauma; potrebbero esserci dietro questioni di bullismo. Bisogna parlare con la scuola, insegnanti, dirigente scolastico, psicologo scolastico se c'è. Prima di pensare a uno psicologo per il ragazzo, indagare com'è la situaizone a scuola.
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