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Sciarra
Utente di ABCsalute.it
Messaggi: 14
La prevenzione al tumore della prostata coincide attualmente con un concetto di diagnosi precoce.
I parametri che vengono considerati sono: presenza di una familiarita' per tumore alla prostata, eta', valori del PSA e visita urologica con esplorazione rettale.
In presenza di almeno un familiare con diagnosi di tumore prostatico (maggiormente se questa diagnosi e' stata eseguita in eta' non avanzata) , il rischio di sviluppare un tumore prostatico aumenta in maniera importante e quindi l'attenzione alla diagnosi precoce e' maggiore.
In questi casi con familiarita' positiva si inizano i controlli a 40-45 anni ed un aumento del PSA progressivo verso 2.0 ng/ml gia' indica la necessita' di un controllo bioptico.
In casi senza familiarita' si iniziano i controlli a 50 anni con il PSA e la visita. Una esplorazione rettale dubbia per tumore indica la necessita' di una verifica bioptica. Piu' che un valore assoluto di PSA attualmente si da' maggior peso ad un aumento progressivo del PSA oltre valori di 2.5 ng/ml (piu' che al concentto di PSA libero e rapporeto libero/totale). Anche in questo caso e' indicato un controllo bioptico.
L'ecografia prostatica invece non ha valore nella diagnosi precoce di tumore prostatico perche' la specificita' dell'ecografia nel descrivere lesioni sospette e distinguerle da aree infiammatorie e' troppo bassa.

Come imaging della prostata esiste attualmente una risonanza magnetica con studio spettroscopico e dinamico che ha la capacita' di analizzare l'immagine della prostata in base al metabolismo di alcune sostanze (colina) ed alla vascolarizzazione, e quindi mappare la prostata in aree sospette per tumore.
La conferma si ottiene sempre con la biopsia prostatica che puo' essere solo random (prelievi in aree predefinite non mirate) o anche piu' mirata in base alla risposta della risonanza con spettroscopia.
Un grande interesse attuale e' anche rivolto al PCA3 un nuovo marcatore genetico che, in associazione al PSA (non da solo) puo' aiutare a decidere con quale aggressivita' arrivare alla biopsia, o in casi di una prima biopsia negativa come e quando ripetere una seconda biopsia.
La PCA3 si basa sulla valutazione nelle urine dopo esplorazione rettale della prostata,di questo marcatore. Anche in questo caso esiste uno score che se superato indica il rischio di tumore. Alcuni dati sostengono che la PCA3 permetta di identificare soprattutto i tumori con maggior aggressivita'

Prof Alessandro Sciarra
mail: sciarra.md@libero.it
 
aloreto
Utente di ABCsalute.it
Messaggi: 5
è sempre un piacere leggere qualcosa scritto da te Alessandro,
e come al solito non posso fare altro che concordare perfettamente su tutte le tue argomentazioni.

Ci tengo però a precisare che la Risonanza Magnetica con spettroscopia è un esame che si trova solo in pochi posti, al contrario la PCA3 è più facile da eseguire (tanto da essere ormai disponibile in molti studi medici), anche se riconosco che la prima da indicazioni specifiche sulla zona, mentre la seconda da unicamente indicazione all'esecuzione ad una biopsia randomica o di saturazione (ad alto numero di prelievi).

Come al solito, esami altamente sensibili e specifici (hanno entrambi letteratura di supporto) si trovano a competere con una patologia talvolta estremamente difficile da individuare.

Gli urologi si trovano come spesso in questi ultimi anni a dover affrancarsi nella scelta di una strada rispetto ad un'altra: con la risonanza che per ovvi motivi è più materia radiologica e forse per questo meno "visibile" a noi urologi; o con la PCA3 più alla portata dell'urologo e quindi più affrontabile nella pratica clinica.


un abbraccio

_________________
Dott. Andrea Loreto
Spec. in Urologia
+39 339 8276298
Resp. U.O. Urologia
Casa di Cura Villa Verde
Via Lelio Basso,1
42123 Reggio Emilia
http://www.villaverde.it
http://www.andrealoreto.it
 
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