Gentili dottori, mi è accaduta una cosa strana… Vivo da sola e lavoro a Roma. Lo scorso mese ho ricevuto il mio stipendio con un notevole ritardo (più di 15 gg)… panico totale… ero rimasta senza soldi liquidi, (da notare che ho un piccolo deposito di risparmi vincolato, quindi non sono proprio senza soldi, però per me è come se non esistesse), dunque, avevo l’affitto da pagare e piccole spese quotidiane da fare… ad un certo punto, ho realizzato che senza soldi avevo perso tutta la mia sicurezza, mi sentivo vulnerabile, e ho cominciato solo ad uscire per recarmi al lavoro, a non dormire bene durante la notte, mi svegliavo presto al mattino di scatto ed ero triste e preoccupata durante tutto l’arco del giorno. Tutto questo è finito non appena mi hanno accreditato lo stipendio, però io continuo a pensare a quei brutti giorni di solitudine… vorrei capire come mi è successo e perché ho avvertito questo senso di smarrimento che non vorrei che si presentasse più. Grazie
Studio di Psicologia e Psicoterapia TRE - Dott.ssa Gisa Maniscalco
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Gentilissima buonasera. Ho letto la sua accorata richiesta. Sento la paura il disorientamento.
La retribuzione mensile è l'esito di un lavoro di un compito legato ad un mandato ad un contratto. Sulla base di questo ogni mese si rinnova la fiducia in una possibilità di costruire il proprio progetto di vita.
Il ritardo con cui è stata pagata sembra avere evocato in lei la paura di non farcela, il sentirsi sola. Credo che ci siano alcune componenti oggettive in questa paura ma anche componenti soggettive legate alla sua storia, e al suo presente forse richiedente più che mai di solidità e di punti di riferimento certi
Le auguro ogni bene
Cordialmente
Gisa Maniscalco Psicologa e Psicoterapeuta Palermp
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Gentile utente, ho letto piu' volte la sua email per cercare degli "indizi" che potessero traccia delle ipotesi sul suo malessere. Mi sembra che l'improvvisa situazione economica, rispecchi un problema piu' ampio. Ha avuto un imprevisto, ma nulla dice delle persone che l'avrebbero potuta aiutare. Amici, fidanzato, genitori....nulla, non una parola. E allora sembra che lei sia sola, non che viva da sola a Roma. Sembra cioè che viva con la fantasia di "farcela" senza mai aver bisogno degli altri. Ma nessuno può vivere senza appoggio con gli altri. Nessuno si "fa da se", tranne forse qualche politico noto.... E allora, mi chiedo, e le chiedo, come mai ha costruito un progetto di vita, fatto da solitudine? In attesa di una Vostra risposta, le invio i miei piu' cordiali saluti.
Dr. Marco Ventola Psicologo, Psicoterapeuta ad orientamento Psicoanalitico con studio a Roma Presidente del CespigRoma, Centro per il Trattamento delle Problematiche della Gelosia e Amore
Gentile dott. Ventola, vivo qui a Roma da meno di un anno... sola per scelta (e la stanchezza dopo varie e non sempre facili convivenze). Non ho un fidanzato attualmente e, solo negli ultimi tempi, ho stretto amicizia con dei colleghi. La mia famiglia e gli amici di sempre vivono lontano da me, ma non perdiamo occasione per incontrarci. Sono economicamente indipendente e, forse la mia paura era dovuta a una situazione inattesa?
Attendo un suo ulteriore riscontro e, nel frattempo, la ringrazio e la saluto.
Dr Stefano Di Biagio
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Cara Malocy, le situazioni inaspettate e non previste ci procurano stati ansiosi dovuti allo stress di non sapere come far fronte a tali inconvenienti. Più che un aiuto psicologico, se non sente lo stato che racconta come un problema, le consiglio di fare delle semplici letture su come incrementare le entrate con nuovi modi di guadagnare. Esiste una quantità smisurata di letteretura anche in lingua italiana in tal senso, che insegna a "cambiare" la mentalità finanziaria. Inizi leggendo "Padre Ricco, Padre Povero" di Robert Kiyosaki Ed. Gribaudi e, a seguire, tutti gli altri libri dello stesso autore, per rendersi conto che è la semplice mancanza di mentalità finanziaria che può gettarci nel panico di non sapere come sarà il giorno dopo. Certo, la mancanza di soldi per 15 giorni con impegni da rispettare a breve è capace di mandare nel panico chiunque. Provi a seguire il consiglio e vedere che effetto le fa. Cordialmente Stefano Di Biagio
Dott.ssa Enrica Tavella
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Gentile Signora, credo anche io che questo panico momentaneo dipendesse da una situazione più allargata. Il fatto di poter contare solo su se stessi a volte fa sentire soli, specialmente in un periodo come questo, dove la crisi si fa sentire, dove essere indipendenti economicamente essendo soli non è poi così facile. Forse ci sono momenti nella vita in cui le circostanze ci mettono di fronte al fatto che sarebbe più facile se avessimo qualcuno con cui dividere le preoccupazioni, qualcuno con cui abbiamo costruito qualcosa.. potrebbe essere un segnale di un bisogno più profondo? Ci pensi :-) cordialmente
Dott.ssa Enrica Tavella
Dott.ssa Ornella Convertino Studio Convertino&Pellegrini
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Gentile signora, sicuramente al giorno d’oggi la sicurezza economica è importante, e a volte si può innescare un meccanismo che ci porta a percepire una sorta di continuità della nostra immagine sulla base della stabilità della nostra condizione finanziaria e lavorativa. Probabilmente nel suo caso ciò è stato accentuato dal trasferimento e dalla vita condotta da sola in una grande metropoli come Roma, dove paradossalmente ci si può sentire ancora più soli anche se in mezzo ad una moltitudine di persone. Probabilmente la mancanza di un appoggio e supporto concreto nell’ambiente più prossimo, non permettendo una condivisione reale delle preoccupazioni e dei timori connessi alla sua situazione problematica, hanno creato in lei una sensazione di vulnerabilità, perdurata finché il successivo supporto materiale non si è ripresentato. Provare a riflettere su ciò che nella sua vita, nei rapporti, nelle attività la fa sentire sicura, tranquilla e soddisfatta può essere un utile “esercizio” per trovare e riscoprire le sue risorse positive, producendo così un nuovo e più armonioso equilibrio dentro e fuori da lei.
Cordiali saluti Dr.ssa Ornella Converitno
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